
La Pipinate su IL PONTE di Codroipo dicembre 2014







Con grande entusiasmo ed orgoglio, la Compagnia Teatrale “La Pipinate” si esibirà sul prestigioso palcoscenico del Teatro Comunale “Adelaide Ristori” di Cividale del Friuli, replicando per la decima volta la divertente commedia in tre atti di Giuseppina Cattaneo UNE FAMEE IN AFIT.
Lo spettacolo andrà in scena giovedì 28 dicembre, alle ore 21:00. L’ingresso è libero.



Pieri è un settantanovenne vedovo, che vive in casa sua con il figlio Adam e la nuora Olimpia, donna poco premurosa e per nulla paziente nei confronti del suocero. Figlio e nuora, inoltre, non aspettano altro che mettere Pieri in una casa di riposo, in modo da impossessarsi della casa e dei pochi beni dell’anziano.
Le giornate di Pieri passano tutte uguali, nell’attesa del pranzo e della cena. Meno male che di tanto in tanto, a rompere la routine, ci pensano il pettegolo postino amante dell’alcool Serafin, l’aiutante del parroco, il tenebroso Tite e l’amico di sempre, il fidato Gjeremie.

Ogni mattina ad accertarsi delle condizioni di Pieri arriva la zitella Gjeltrude, assistente sociale del Comune, donna per nulla avvenente, bigotta e per questo mal sopportata dal padrone di casa. Con la complicità di Gjeremie, Pieri architetta uno scherzo da fare alla povera Gjeltrude: scrivere ed inviarle una lettera dove un uomo misterioso dichiara il proprio amore per la povera assistente sociale e le dà appuntamento per l’indomani proprio a casa di Pieri.

I due vecchietti fanno in modo che l’uomo misterioso dell’incontro sia l’ignaro Tite. Gjeltrude si mette in gran spolvero per l’occasione, ma ben presto s’accorge che il tutto è uno scherzo. Pieri se la ride, ma si rende conto che Gjeltrude tutto sommato non è poi così male e di sicuro è più dolce ed amorevole della nuora. Pertanto, decide di dichiararsi. Olimpie e Adam, accortisi che l’amore è scoppiato tra i due, temendo di perdere la gestione del patrimonio, cercano di separare i due, ma con scarsi risultati. Anzi, Pieri chiama la banca e si fa portare a casa tutti i suoi risparmi e decide di partire per una crociera con l’amata e l’amico Gjeremie.
Potete vedere la commedia Vecjo sì, ma no stupit! qui.
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A casa di Memo Domini si rompe la lavatrice. La colpa è dell’amico di famiglia Luca, un muratore che il sabato usa la lavatrice caricandola oltremodo con ogni tipo di capo. Berta, la moglie di Memo, chiama il tecnico De Vitis per la riparazione che, nonostante sia sabato e stia andando ad un matrimonio, si offre di passare strada facendo per verificare il tipo di guasto.
Nel contempo Margherita, la figlia di Berta e Memo, invita il fidanzato Davide, ginecologo, a passare per casa proprio sabato mattina con l’intento di annunciare il loro matrimonio, dato che lei aspetta un maschietto. Davide, nonostante sia vestito con la tuta da lavoro, accetta.

Margherita anticipa la notizia alla nonna Caterine, che a sua volta la racconta a Memo. Quest’ultimo, ignaro dell’arrivo del tecnico, quando se lo trova in casa lo scambia per il fidanzato ginecologo della figlia. Il malinteso genera un enorme equivoco, alimentato inconsapevolmente da Luca, che si ritrova da solo in casa con Davide credendolo il tecnico della lavatrice. Per un puro caso l’errore non si trasforma in tragedia.

Margherita è ormai prossima al parto e parte il “toto nome”. Memo vorrebbe chiamarlo Paride come suo nonno, mentre la suocera Caterine vorrebbe chiamarlo Angelo, come il suo defunto marito. Ambedue, per spuntarla sull’altro, cercano l’aiuto di Luca: ognuno di loro promette una congrua ricompensa se l’operazione va a buon fine e minacciano di morte chiunque aiuterà l’avversario o si frapporrà tra loro e l’obbiettivo.
Pertanto Luca improvvisamente si trova fra l’incudine ed il martello e si rende conto che comunque vada, lui verrà ucciso dallo sconfitto. Non intravedendo alcuna soluzione, tenta di fuggire, ma il destino, ancora una volta, fa sì che ci sia il lieto fine.
Potete vedere lo spettacolo Une manie di sassins qui.



















Adeline è una casalinga che vive sognando il mondo delle telenovele. Sua figlia Beatrice è fidanzata niente meno che con il marchesino Ludovico Ludovici Mirabello del casato dei Rufians. Vergognandosi delle sue umili origini, mente al fidanzato raccontando che suo padre, Walter Bombardieri, è un ricco industriale, proprietario di cartiere sparse in tutto il mondo, quando in realtà è un portalettere.

Beatrice annuncia che il fidanzato sta per venire a fare la conoscenza dei futuri suoceri e che la sera arriveranno anche i suoi genitori, il marchese Teodoro e sua moglie Letizia, accompagnati dalla figlia, la marchesina Barbara e si fermeranno per la cena.
Adeline fa in modo che il marito Walter regga la menzogna: per lei l’occasione è importante, perché con il matrimonio della figlia potrebbe diventare a sua volta una nobile, riscattando la sua condizione sociale. Per Walter, invece, è una seccatura perché le sue condizioni economiche non gli permettono un matrimonio all’altezza del lignaggio dei consuoceri. Per far credere ai marchesi che anche loro sono benestanti, arruolano il nipote Rugjeri come cuoco ed il vicino di casa Severin, rude boaro, come cameriere.

Fervono i preparativi ed Adeline dispensa lezioni di pseudo bon ton a tutti. Al suo arrivo, il marchesino Ludovico non si palesa per il buon partito che Walter s’aspetta, ma bensì si dimostra un giovanotto assai strambo, con la testa fra le nuvole e piuttosto rompiscatole.
Arrivano i marchesi dall’aria molto snob ed aristocratica, ma in realtà sono ormai dei nobili decaduti che sperano, sposando la figlia del ricco industriale, di riuscire a pagare i propri debiti. Le due mogli sono e rimangono ignare delle vere condizioni delle famiglie, ma i due capi famiglia, per colpa di una telefonata dell’esattore delle tasse Aquistapace che rincorre il marchese Teodoro, scoprono gli altarini.
Fortuna vuole che Walter scopra di aver vinto una grossa somma al Lotto. Decide di saldare i debiti del marchese e pagare il matrimonio della figlia. Così facendo, tutti vissero felici e contenti.
Potete vedere lo spettacolo Mi tocje ancje paiâ las tasses qui.


















Blâs e la moglie Consolade hanno due figli, Pieri e Giulia. Entrambi hanno terminato gli studi e sono disoccupati. Blâs si lamenta che a lavorare in famiglia è solamente lui ed il suo stipendio di impiegato comunale non basta per mantenere la famiglia e pagare anche i vizi dei figli. Infatti a Giulia piacciono gli abiti firmati e Pieri fuma troppo mentre aspetta il lavoro “giusto” e partecipa ad un concorso dietro l’altro. Consolade gli confida che per quanto concerne Giulia, lei da tempo le compera abiti non di marca cucendoci sopra le etichette delle griffe di grido e per quel che riguarda Pieri, suggerisce al marito di farlo assumere presso il Comune.
Finalmente arriva una raccomandata che convoca Pieri presso la locale stazione dei Carabinieri, ove dovrà sostenere una prova: fare una domanda al Maresciallo Fiorino. Più la domanda è difficile, più alte sono le probabilità di superare la prova. In famiglia tutti si rallegrano per questa possibilità e Blâs crede di avere la domanda perfetta da sottoporre al M.llo Fiorino, che non saprà rispondere.

Pieri è scaltro: racconta a tutti i candidati quale sarà la domanda che farà al concorso. Pertanto, durante la prima sessione, tutti i candidati fanno la stessa domanda, a cui il M.llo Fiorino non riesce a rispondere. La cosa lo innervosisce e chiede aiuto al maldestro Appuntato Crivello. Inoltre, gli chiede se conosce qualche ragazza da assumere come dattilografa all’interno della caserma. Crivello fa il nome di Giulia.
Nel frattempo, le superiori autorità hanno saputo della figuraccia che ha fatto il maresciallo nella prima fase del concorso e per evitare ulteriori danni d’immagine all’Arma, suggeriscono la risposta a Fiorino. Questi ora medita la vendetta: convocherà di nuovo tutti i candidati in caserma per una seconda sessione ed inoltre convocherà anche Giulia, che così oltre a sapere del posto di dattilografa, vedrà la figuraccia che farà il fratello quando lui saprà dargli la risposta, eliminandolo di fatto dal concorso.

In caserma arrivano i candidati, che rifanno la stessa domanda e vengono di volta in volta eliminati dalla prova. Quando arriva il turno di Pieri, questi prima s’assicura che il maresciallo firmi l’atto d’assunzione della sorella, poi pone la sua domanda: inizialmente sembra sempre la stessa, ma modifica il finale spiazzando Fiorino e vincendo di fatto il concorso, diventando Carabiniere.
Potete rivedere lo spettacolo Concors par deventâ carabinîr qui.












Nella provincia francese dei primi anni ’50 del secolo scorso, come del resto pure nel nostro Friuli, l’antica nobiltà terriera inizia ad essere soppiantata dalla piccola e ruspante borghesia industriale. Proprio in una di queste famiglie di recente ricchezza si colloca la triste fine di Cipriano Varescot, un padre-padrone, despota ed arrogante con tutti, siano essi familiari, dipendenti o pubblici ufficiali. In un fitto intreccio di intrighi e colpi di scena, si svolge l’indagine dell’incorruttibile ispettore Legrant che, suo malgrado, si trova ‘legato” alla famiglia Varescot non solo professionalmente. [Paola Beltrame]











